Che la Chiesa sia in crisi non lo si deduce solo dai toni sregolati usati dalle gerarchie vaticane nel tentare di imporre le proprie idee retrive su bioetica, aborto, contraccezione ai cittadini italiani. Il declino è testimoniato anche dalle pressioni sulla politica affinché sia preclusa ai credenti di religione islamica la possibilità di erigere luoghi di culto nel nostro Paese. Atteggiamento, questo, in piena contraddizione con l’articolo 3 della Costituzione e che trova sponda nel razzismo leghista del Nord Est, come racconta Toni Fontana nel suo libro-reportage L’apartheid. Viaggio nel regime di segregazione che sta nascendo nel Nord-Est (Nutrimenti). Ma ciò che meno lascia scampo alle possibilità di un futuro per questo potere millenario è l’abbandono della pratica religiosa da parte dei giovani. Oramai solo un under 18 su 5 va a messa e neanche con regolarità. La palma dei “rivoluzionari” spetta ai ragazzi valdostani con il 15,7 per cento, secondo quanto emerge da Giovani allo specchio (Franco Angeli), una ricerca dell’università della Valle d’Aosta. Il curatore dello studio, Giuseppe Giordan spiega che i giovani valdostani «si identificano a livello etnico-culturale con il cattolicesimo, ma presentano un tasso di secolarizzazione molto alto e non partecipano ai riti». Le parrocchie rimangono «centro di aggregazione», ma «le vecchie agenzie di socializzazione non funzionano più». Par di capire che, beghine a parte, oramai in chiesa ci si va più che altro per rimorchiare. Dopo di che si “socializza” laicamente in altri luoghi. Magari più appartati. Left 51 ** Federico Tulli
Archivio per la categoria ‘Laicità’
Verso la fine della Chiesa
Pubblicato da Federico Tulli su 19 Dicembre 2008
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Una prece per la Costituzione
Pubblicato da Federico Tulli su 21 Novembre 2008
Secondo il leghista Cota «i giudici non possono sostituirsi a Dio»
La corsa al baciapilismo della classe politica italiana è uno sport oramai più in voga del calcio. Questa volta la molla che ha spinto fior di parlamentari ad abiurare il concetto di laicità dello Stato è la definitiva sentenza che ribadisce il diritto di Eluana Englaro a ottenere il rispetto della propria volontà di non essere sottoposta a inutili terapie, avendo cessato di vivere quasi 17 anni fa. Poco dopo il verdetto della Cassazione un esercito di politici cattolici, dormienti o meno, ha occupato gli spazi tv per commentarlo. E, potere della fede, esimi professionisti dell’Aula, molti dei quali laureati in materie umanistiche, si sono tramutati in “medici esperti” disquisendo chi di idratazione di una persona in stato vegetativo permanente, chi di terapie. Par di vederli in camice bianco a portare bottiglia e panino a una ragazza che per i danni cerebrali subiti non può più sentire fame e sete. La gara a chi la diceva più originale è stata una contesa a due. Ecco la sottosegrearia Roccella dire che quando Umberto Veronesi parla di irreversibilità «sbaglia lui». E poi c’è l’astro nascente del bossismo, il presidente dei deputati della Lega nord, Roberto Cota, classe 1968. «I giudici non possono sostituirsi al padreterno e decidere della vita», ha tuonato Cota. «Per evitare che accadano ancora cose del genere – ha precisato – il Parlamento deve fare una legge». Legge che quindi, seguendo il filo del Cota-pensiero, dovrebbe (e)seguire idettami dell’altissimo o di chi per lui. C’è qualcosa che non torna.
Federico Tulli Left 47/2008
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Attenti al rogo
Pubblicato da Federico Tulli su 24 Ottobre 2008
Il Vaticano perde pezzi. Aumentano gli sbattezzati in Italia. Il 25 ottobre la Uaar invita tutti a manifestare, per non essere più «sudditi del papa»
di Federico Tulli
«Gli esseri umani non sono come le pecore: e persino le pecore non sono tutte identiche». Lo scriveva John Stuart Mill nel Saggio sulla libertà del 1858 e le sue parole fanno, inevitabilmente, da introduzione al libro Uscire dal gregge (Luca Sossella editore) di Raffaele Carcano e Adele Orioli – rispettivamente segretario nazionale e responsabile delle iniziative giuridiche della Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Il testo viene presentato il 25 ottobre in tutta Italia in occasione della Giornata nazionale dello sbattezzo, la procedura con cui si cancellano gli effetti civili del battesimo. L’iniziativa è organizzata dalla Uaar in 26 città italiane in una data simbolica: il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato che aveva denigrato pubblicamente due giovani da poco sposati civilmente. Il giudice asserì che il porporato ne avesse diritto perché erano battezzati quindi «suoi sudditi».
La procedura di sbattezzo, che sarà collettiva avendo la Uaar raccolto (tramite il sito www.uaar.it) le adesioni di oltre un migliaio di persone (400 solo a Roma), si rifà a un provvedimento del garante per la privacy che riconosce il diritto di non essere più considerati dallo Stato come «sudditi», «obbedienti» e «sottomessi» alle gerarchie ecclesiastiche. Come invece ribadì Giovanni Paolo II nell’ultimo Catechismo della Chiesa cattolica e apostolica romana. «Uscire dal gregge – spiegano i due autori nell’introduzione – non è un libro contro la pratica del battesimo. Avrebbe, ovviamente, anche potuto esserlo: non riteniamo infatti che il “sacro” debba godere di una qualche particolare immunità. Per quanto la credenza nel peccato originale ci sembri logicamente insostenibile, chi vuole deve essere assolutamente libero di crederci». Di contro, proprio l’assenza libertà di scelta nella maggior parte dei battezzati (il 98 per cento dei battesimi in Italia avviene durante il primo anno di vita) è considerata da Carcano e Orioli il punto cardine di questo rito. «È molto difficile da accettare per noi il pedobattesimo – scrivono -. L’idea che un bambino appena nato appartenga a una religione, è qualcosa che stride con la moderna sensibilità per i diritti umani. Scegliere una religione, una scelta definita «sensibile» dalla legge italiana, non dovrebbe mai essere un’iniziativa che i genitori assumono per conto dei propri figli. Posizioni di questo tipo dovrebbero essere assunte solo in modo consapevole». Per questi motivi Uscire dal gregge è dedicato a chi pensa che il battesimo sia un dono gratuito. Ma è anche un omaggio «alla memoria delle persone giustiziate per aver rifiutato quel dono». Insomma, precisano Raffaele Carcano e Adele Orioli, questo libro non è solo la storia di chi ha deciso di non far più parte del gregge, ma è anche quella di chi si è battuto affinché si prendesse atto di tale decisione. «Per ottenerlo sono state avviate, e vinte, lunghe azioni legali. Abbiamo voluto così ripercorrere il cammino che ha portato dall’appartenenza coatta a una religione (e in particolare alla confessione cattolica) alla libertà dalla religione cattolica, o ancor più spesso, dalla religione tout court».
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