Una manifestazione dal sapore e dai colori multietnici che restituisce allo sport la sua vera identità. Quella di veicolo di messaggi positivi, e capace di sbeffeggiare le barriere troppo spesso erette sia dalla società civile sia dal calcio “che conta” per eccesso, diciamo così, di agonismo. È questa l’idea di fondo di Uisp, Istoreco e Progetto ultrà, organizzatori della 12esima edizione dei Mondiali antirazzisti, il torneo calcistico non competitivo che si svolge a Casalecchio (Bo) dal 9 al 13 luglio. Cinque giorni di festa, oltre duecento squadre in rappresentanza di 40 nazioni del mondo davanti ad almeno seimila spettatori. In tutto quattro continenti a sfidarsi nel torneo di calcio, se così si può definire una manifestazione in cui gli arbitri hanno il compito di intervenire solo per fischiare l’inizio e la fine degli incontri. E ancora, un centinaio di iniziative culturali fra mostre, dibattiti, proiezioni cinematografiche, concerti ed esibizioni organizzati anche dai partecipanti. Stando ai numeri c’è da scommettere che questo modello saprà resistere al cupo clima politico del nostro Paese. Si parte il 9 luglio alla presenza di un ospite d’eccezione. A discutere dell’importanza dello sport come forma di lotta contro la discriminazione ci sarà infatti anche il ministro all’Educazione dello Stato brasiliano del Parà, Iracy Gallo. Presenza non casuale visto che i Mondiali antirazzisti porteranno il proprio spirito al prossimo Social forum mondiale che si terrà nel gennaio del 2009 a Belem.
Federico Tulli Left 27/2008







