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Influenza A-H1N1, perplessità sul vaccino

Pubblicato da Federico Tulli su 30 Ottobre 2009

Ci siamo appena lasciati alle spalle i primi sei mesi di diffusione dell’influenza A-H1N1. Ed è di martedì scorso la notizia di un decesso, a Napoli, causato dal virus A. L’agente patogeno aveva aggredito un quadro clinico già molto critico. Ciò conferma le previsioni degli esperti: a rischiare di più sono le persone fortemente debilitate da altre patologie. In Italia i casi gravi non superano le poche decine di unità. Ma data la scarsa intesa tra Istituto superiore di sanità e ministero della Salute sulle stime dei contagi (vedi left N. 41/2009), non è chiaro se il tasso di mortalità sia in linea con quello calcolato dall’Oms: 0,45 per mille nei casi a rischio, 0,2 per tutti gli altri. In attesa di dati certi segnaliamo che l’influenza di stagione è alle porte. Specie di quelle delle scuole, come sempre. A un recente meeting, oltre 100 esperti dell’Oms hanno convenuto che l’A-H1N1 e la stagionale sono diverse. Di solito chi contrae il virus guarisce, senza ricorrere ad antivirali, nel giro di una settimana. E meno dell’uno per cento sviluppa complicanze. L’elemento cruciale di distinzione consiste nel fatto che, specie nei giovani, il virus A sa replicarsi più facilmente nei polmoni e può causare polmoniti virali. Dunque, per frenare la diffusione, dalle elementari al liceo tutti dovrebbero vaccinarsi. Le prime dosi sono già a disposizione delle Ausl.  Ma medici e pediatri sono scettici nei confronti di un medicinale che non è ancora stato testato su donne in gravidanza e bambini.  Come dargli torto? – left 43/2009 – Federico Tulli

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