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Contrabbando, UE: Philip Morris deve 275 mln di euro all’Italia

Pubblicato da Federico Tulli su 12 Ottobre 2006

Individuata come responsabile di contrabbando di sigarette, la Philip Morris, il colosso mondiale del tabacco, per evitare sanzioni più serie anche dal punto di vista penale, pagherà all’Unione Europea, in base a una transazione fatta nel 2004, la somma di un miliardo 250 milioni di dollari, pari a circa 2.500 miliardi delle vecchie lire. Questi denari andranno divisi tra la UE e dieci paesi che hanno subito danni in seguito alla complicità della Philip Morris con il contrabbando. All’Italia spetteranno 275 milioni di euro che dovranno essere versati in 12 anni con rate di 23 milioni.

La vicenda si trascina sin dai primi mesi del 2004. Philip Morris International, per porre fine alle battaglie legali che la vedevano protagonista in molti paesi dell’Unione con l’accusa di aver contrabbandato bionde, propose un concordato. A luglio dello stesso anno la Commissione annunciò la chiusura delle controversie aperte nei confronti della Philip Morris “per collusione nel contrabbando di sigarette” attraverso un accordo che prevedeva, si legge nel comunicato Ue IP/04/882, oltre al pagamento di un miliardo 250 milioni di dollari “l’impegno a rafforzare le proprie procedure di controllo e a limitare i suoi volumi di vendita, affinché restino in linea con la domanda del mercato”. L’accusa avanzata da Bruxelles era infatti che la multinazionale fornisse troppe sigarette ai paesi con una bassa tassazione sul tabacco incoraggiandoli di fatto al contrabbando verso gli stati con tassazione più alta. Questa tesi è sempre stata respinta dalla Philip Morris che comunque alla fine ha accettato le richieste della Commissione. Inoltre, si legge ancora nel comunicato Ue, al fine di garantire la maggiore collaborazione possibile con le autorità nazionali e comunitarie “Philip Morris deve indicare su determinati imballaggi informazioni sul mercato previsto per la vendita al dettaglio, deve apporre sulle stecche di sigarette etichette con codici a barre leggibili tramite lettore ottico, infine dare attuazione ad altre procedure utili per tracciare e localizzare i suoi prodotti”. Dopo la firma la UE e la Philip Morris precisarono che quel miliardo e 250 milioni di dollari non era una multa, ma un pagamento volontario per “dimenticare l’ostilità del passato e cooperare”. E’ dunque, a più di due anni dall’accordo che Bruxelles ha annunciato le percentuali di spartizione tra la UE e i dieci governi danneggiati dal contrabbando e la contraffazione di sigarette: oltre all’Italia, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna, che si divideranno circa 105 milioni di dollari l’anno in base al danno erariale subito. Dando un occhiata alla tabella delle percentuali di risarcimento, si scopre che l’Italia fu la più vessata dall’attività di Philip Morris visto che riceverà il 28,63 per cento della somma complessiva, cioè circa 29 milioni di dollari (22 milioni di euro) ogni anno fino al 2015. Poco più di quanto spetta alla Germania, che otterrà il 24,6 per cento, vale a dire un risarcimento annuo di circa 26 milioni di dollari.

(Il Velino agenzia stampa quotidiana nazionale) Federico Tulli

Una Risposta a “Contrabbando, UE: Philip Morris deve 275 mln di euro all’Italia”

  1. alberto detto

    Caro Federico, ci sei cascato anche tu!

    In base alla sentenza della Suprema Corte di cassazione del 21 dicembre 2001, il totale dell’evasione fiscale di Philip Morris ammontava a 120 mila miliardi delle vecchie lire, sottratti ad ogni forma di imposizione diretta e indiretta.

    La cifra da Guiness dei Records, equivalente ad alcune manovre finanziarie, corrisponde a 60 miliardi di euro, che diviso per i 60 milioni di Italiani, corrisponde a ben mille euro a testa. La notizia rimase “riservata”, e non fu pubblicata dai giornali.

    Philip Morris è riuscita a non pagare: il 9 luglio 2004 Romano Prodi ha firmato un accordo tra l’Unione Europea e Philip Morris, che pagando poco più di 1 miliardo di dollari all’UE, mette una pietra sopra a tutto il passato di contrabbando ed evasione fiscale, messi in atto principalmente in Italia. Questa volta i giornali hanno dato la notizia, ma nessuno si è domandato: perche’ 1 miliardo invece di 60 miliardi, per di più da dividere tra 9 stati, e rateizzati in 10 anni senza interessi?

    Per saperne di più: http://www.yesmoke.eu/pag/it/big_tobacco_it/big_tobacco_evasione_fiscale.html

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